Bruce McLaren iniziò a correre a domicilio in Nuova-Zelanda a metà degli anni '50 e riuscì a passare alle monoposto dopo aver ottenuto una licenza scolastica che gli permise di correre in Europa nel 1958 in Formula 2. Nuovo arrivato nel Circus della Formula Uno alla fine degli anni 50, Bruce McLaren si fece notare nella sua prima stagione vincendo a soli 22 anni l'ultimo Gran Premio del campionato 1959 (a Sebring) con una Cooper. Questo successo fa sì che Bruce McLaren sia ancora oggi il più giovane vincitore di un Gran Premio di F1.
Nato ad Auckland in Nuova Zelanda il 30 agosto 1937, McLaren conobbe qualche delusione dopo questa vittoria in F1 e dopo aver svolto il ruolo di numero 2 nei confronti di Jack Brabham nel 1960 ed aver assunto il ruolo di numero 1 l'anno seguente in seguito alla partenza di Brabham, creò un team personale all'inizio del 1966 : la Bruce McLaren Motor Racing Ltd.
Il suo primo telaio di F1 fu disegnato e costruito da Robin Heard nel 1966. Ma sfortunatamente il primo anno dei tre litri fu difficile e dovette passare ad un motore italiano Serenissima meno potente e ad una Ford più pesante. McLaren conquistò il primo punto per il suo team nel 1966 giungendo sesto dopo essere scattato dalla tredicesima posizione in griglia. La M7 spinta dal Ford Cosworth DFV divenne un'arma potente e McLaren ottenne la prima vittoria nella Corsa dei Campioni. Danny Hulme e McLaren lottarono nel campionato del 1968 ma dovettero cedere a Graham Hill nelle gare finali della stagione.
Nel giugno '70, due anni dopo l'unica vittoria in F1 che conquistò a bordo di una sua vettura, Bruce McLaren trovò la morte in occasione di una sessione di prove sul circuito inglese di Goodwood. Nel 1974 la scuderia McLaren ottenne il suo primo grande successo e fu iridata nel campionato costruttori e piloti. La coppia dell'epoca era formata da Emerson Fittipaldi e dal veterano Denny Hulme. Nei tre anni successivi la Scuderia Ferrari si prese la rivincita vincendo tre titoli costruttori consecutivi, prima che Niki Lauda si lasciasse scappare il titolo piloti '76 a vantaggio di James Hunt (McLaren). Nonostante Hunt segnò altre tre vittorie nel 1977 la McLaren apparve in difficoltà nei confronti dell'arrembante tecnologia a effetto suolo.
Il team tornò al successo nel 1984 dopo che il capo scuderia Teddy Mayer decise di vendere parte della compagnia a Ron Dennis che all'epoca era il capo della squadra del Progetto Quattro di Formula 2. Dennis apportò una grande attenzione al dettaglio e assieme al progettista John Barnard diede alla luca la MP4 in fibra di carbonio. Nel 1983 la squadra faticò contro i motori turbo emergenti ma il debutto della TAG Porsche si rivelò promettente. Nel 1984 Dennis firmò con Alain Prost e dopo l'arrivo di Lauda nel 1982 si trovò con una grande scuderia. Prost e Lauda dominarono assieme quell'anno col francese che vinse sette gare contro le cinque dell'austriaco. Fu comunque Lauda a conquistare il titolo con un margine minimo, 72 punti contro 71,5. Ma Prost si rifece l'anno successivo offrendo la corona mondiale alla McLaren e nonostante il transalpino vinse anche nel 1986, l'unione Williams-Honda di Mansell e Piquet si rivelò decisamente superiore.
Nel 1988 la McLaren dispose del 'dream team' con Alain Prost e Ayrton Senna, il telaio MP4/4 ed i motori turbo della Honda. Il dominio fu totale in quanto il team s'impose in 15 delle 16 gare disputate. Senna offrì alla squadra il primo titolo dal 1985, mentre Prost vinse di nuovo nel 1989. Il rapporto tra i due compagni di squadra era comunque teso e Prost passò in Ferrari alla fine della stagione. Senna vinse altri due titoli consecutivi, ma la Honda si ritirò nel 1992, lasciando il team coi motori Ford clienti. Nel 1993 Senna ottenne altre tre vittorie, prima di passare alla Williams.
La McLaren utilizzò i motori Peugeot nel 1994, ma quel campionato fu disastroso in quanto non apportò alcuna vittoria e nell'anno seguente la squadra decise di dare avvio ad una lunga collaborazione con la Mercedes. Le due stagioni successive apportarono poco in termini di risultati. David Coulthard offrì la vittoria alla McLaren Mercedes giungendo per primo sotto la bandiera a scacchi al GP d'Australia del 1997. Lo scozzese vinse nuovamente al GP d'Italia, mentre Mika Hakkinen ottenne la sua prima vittoria della stagione nella gara conclusiva di Jerez.
Nel 1998 i Grigi continuarono a dominare. Dall'inizio della stagione Hakkinen e David furono i riferimenti del plotone, vincendo cinque delle prime sei corse. La Ferrari e Michael Schumacher lottarono fino alla fine, ma ancora una volta la McLaren finì al top conquistando le corone piloti e costruttori. Nel 1999, nonostante la McLaren sia stata ancora chiaramente superiore, la Ferrari e Michael Schumacher continuarono a colmare il gap. Rotture meccaniche, errori dei piloti e pura sfortuna condizionarono l'ultima stagione del millennio, nella quale la Ferrari ottenne il titolo costruttori nell'ultima gara, ma Hakkinen riuscì a conservare il suo titolo piloti per un altro anno.
La Ferrari dominò la stagione 2000 sin dall'inizio, mentre la McLaren ebbe problemi di affidabilità, soprattutto all'inizio della stagione. Inoltre David Coulthard, che salì sul secondo gradino del podio del Gran Premio del Brasile, fu squalificato a causa di irregolarità tecniche. Anche se la seconda parte della stagione fu meno sfortunata, Mika Hakkinen non riuscì a lottare alla pari con Michael Schumacher : il finlandese e il suo team furono costretti ad accontentarsi del secondo posto nei due campionati. Dopo la vittoria della Ferrari nella terza gara del 2001, la scuderia di Woking si rese conto che sarebbe stato molto difficile battere la squadra italiana, e anche se David Coulthard lottò con grande coraggio contro Schumacher, lo scozzese finì secondo in campionato, lontano dal vincitore.
Dopo le delusioni del 2001, Mika Hakkinen annunciò la sua decisione di ritirarsi per un anno, durante la stagione 2002. Il suo connazionale Kimi Raikkönen invece decise di lasciare la Sauber per firmare un contratto a lungo termine con il team McLaren Mercedes, sostituendo così il suo connazionale. A Magny-Cours Raikkonen sembrava destinato a conquistare la sua prima vittoria, ma sfortunatamente per il finlandese, la sua vettura è finita larga dopo aver perso trazione in seguito al passaggio sull'olio depositato da un'altra macchina. Il team di Woking giunse terzo nella classifica costruttori dietro Ferrari e Williams e la stagione fu archiviata come una delusione.
Dopo esser stata battuta dalla Ferrari e dalla Williams nel 2002, la McLaren iniziò con qualche difficoltà la stagione 2003 con una monoposto nata male che non ha mai potuto correre durante l'anno. Il campionato fu quindi disputato con una versione modificata della vettura del 2002, una monoposto inferiore a quelle della concorrenza ma con la quale Kimi Raikkönen riuscì a lottare per il titolo piloti fino all'ultimo Gran Premio del campionato, nonostante avesse vinto soltanto una gara, contro i sei successi di Michael Schumacher. Il finlandese perse il titolo per soli due punti e la McLaren si piazzò terza nel mondiale.
Nel 2004 Raikkönen avrebbe voluto vendicarsi ma la McLaren apparse debole nella prima metà della stagione. La seconda parte del campionato fu più incoraggiante e vide Raikkönen imporsi al Gran Premio del Belgio, davanti a Michael Schumacher, una vera e propria ricompensa dopo che il team di Woking aveva segnato soltanto cinque punti nelle prime sette gare dell'anno !
Nel 2005 gli obiettivi erano decisamente più alti. La coppia formata da Juan Pablo Montoya e Kimi Raikkonen era considerata quella più forte del plateau ed inoltre la MP4-20 si dimostrò veloce fin dalle prime battute. Nella prima parte della stagione il team lavorò duramente sulla geometria delle sospensioni per estrarre il massimo dalle gomme Michelin in qualifica. Ma fin dal quarto appuntamento di Imola, le truppe di Ron Dennis apparvero in grado di lottare per la vittoria ad ogni gara.
Raikkonen era avviato verso la vittoria a San Marino, ma fu fermato nel suo slancio dalla rottura dell'albero motore. Il finlandese si impose comunque in Spagna e a Monte-Carlo. Era di nuovo in condizione di vincere al Nürburgring, ma una sospensione anteriore cedette proprio all'ultimo giro. Raikkonen riuscì a vincere nuovamente in Canada. Ma Fernando Alonso finì regolarmente le gare e Kimi risultò molto penalizzato dalla scarsa affidabilità della sua monoposto. Le rotture del motore Mercedes che verificarono nelle prove dei Gran Premi di Francia, Gran-Bretagna e d'Italia fecero retrocedere Raikkonen di dieci posizioni sulla griglia di partenza impedendogli di lottare per la vittoria in quelle corse. In Germania Kimi fu nuovamente costretto al ritiro per un nuovo cedimento del suo propulsore, ma le vittorie seguenti in Ungheria, Turchia, Belgio e Giappone lo piazzarono ad un solido secondo posto.
La McLaren concluse quindi la stagione col pacchetto più veloce, ma dovette cedere anche nel campionato costruttori nei confronti della Renault per nove punti. Juan Pablo Montoya fu costretto dal canto suo a saltare due gare a causa di una ferita ad una spalla, ma il colombiano vinse in Gran-Bretagna ed in Brasile, classificandosi quarto nella graduatoria piloti.
Per il 2006, la McLaren ha perso l'ingegno di Adrian Newey, passato alla Red Bull. Dopo delle prove invernali promettenti, per la prima volta in dieci anni la squadra di Woking ha finito la stagione senza aver vinto nessun Gran Premio. Raikkonen è regolarmente salito sul podio e ha concluso il campionato al quinto posto, ma il team ha comunque vissuto un anno molto difficile.
Juan Pablo Montoya non è riuscito a reggere il ritmo del suo compagno di squadra e, dopo un incidente al Gran Premio degli Stati-Uniti dove ha colpito al posteriore la monoposto di Kimi, Montoya ha annunciato la sua decisione di lasciare la Formula 1 per raggiungere il NASCAR nel 2007. La squadra non ha molto apprezzato questo annuncio del colombiano e, senza sorprendere nessuno, ha scelto di sostituirlo immediatamente con Pedro de la Rosa. Secondo al Gran Premio d'Ungheria, lo spagnolo ha incontrato delle difficoltà con la MP4/21. Alla fine dell'anno, la squadra è giunta terza nel campionato costruttori.
Nella scorsa stagione la squadra di Woking è stata coinvolta in uno scandalo di spionaggio contro la Ferrari ed alla fine le sono stati tolti tutti i punti costruttori. Nel mondiale piloti Lewis Hamilton e Fernando Alonso hanno occupato i primi ranghi lungo tutto l'annata, ma nell'ultima gara decisiva di Interlagos è stato Kimi Raikkonen a mettere le mani sul titolo iridato.
Lo scorso campionato è stato inoltre segnato dai difficili rapporti tra Alonso e Hamilton, sia in pista che fuori ed al termine della stagione lo spagnolo ha deciso di tornare ala Renault. La McLaren ha in seguito deciso di sostituire il duplice campione del mondo con Heikki Kovalainen.