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Timo Glock / Toyota
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Timo Glock risponde sul sito della Toyota ad alcune domande sull’ultimo Gran Premio del Bahrein, sui prossimi test di Barcellona e su come il tedesco si sente in seno alla squadra nipponica basata a Colonia.
Come è stato il tuo week-end in Bahrain?
Dopo quello che era successo in Australia e in Malesia è stato bello portare a termine la corsa, ma ovviamente sarei stato ancora più contento se fossi arrivato in zona punti. Le qualifiche non sono state facili anche perché, probabilmente a causa del vento, nella seconda tornata del Q2 mi sono accorto che la vettura non rispondeva più bene come prima. È stato un peccato non entrare nel Q3, ma in gara mi sono rifatto recuperando non poche posizioni, ed è incoraggiante constatare il livello delle nostre prestazioni. Jarno ha corso un'altra grande gara, e per il team la nostra competitività in questa stagione è molto gratificante.
Eri distante dall'ottenere il tuo primo punto per la Panasonic Toyota Racing?
Ero vicinissimo, perché il mio ritmo mi avrebbe permesso di superare Nico Rosberg al momento degli ultimi pit stop e prendere così l'ottavo posto. Purtroppo si è presentato un problema al controllo del cambio, e abbiamo dovuto adottare una strategia di mantenimento. Senza quel problema penso che sarei arrivato ottavo.
Provare il tracciato in febbraio ti è stato utile?
Conoscevo già il circuito di Sakhir per via delle gare in GP2 e delle prove libere del venerdì nel 2004, ma durante i test di febbraio ho avuto modo di correre sulla TF108 e di arrivare al Gran Premio del Bahrain più preparato.
In quell'occasione avevamo anche condotto una simulazione di gara che ci ha fornito alcuni dati, anche se venerdì sera tutti i team avevano già raggiunto un buon grado di preparazione. Inoltre le condizioni di lavoro erano diverse ogni giorno a seconda del vento, ed eravamo costretti ad apportare continui adeguamenti.
A questo punto hai corso tre Gran Premi; com'è il ritorno in Formula 1?
Mi sto divertendo un sacco. Non è molto diverso dalle altre formule automobilistiche; certo, rispetto al GP2 o al Champ Car il calendario è parecchio più fitto, e naturalmente gli spostamenti sono tanti. Si vedono molti aeroporti, ma la vita dei piloti di Formula 1 è così. Chi ha paura di volare è meglio che cambi mestiere!
La quantità di test in Formula 1 è molto diversa da quella nelle altre serie?
Sì, è proprio così. In GP2, come in Champ Car e in Formula 3, se ne fanno meno, quindi ora il lavoro è molto di più. Durante i test si raccolgono numerose informazioni, poi queste vanno analizzate in modo che possano essere utilizzate per migliorare l'assetto. Jarno è bravissimo in questo; durante i test sto ad osservarlo perché ha tantissima esperienza e sa esattamente cosa fare. È un vero professionista, e io sto imparando molto.